Littizzetto

11/04/2018
By Alberto Capatti
Littizzetto

Parliamo dei pensieri sui panini di Luciana Littizzetto, prendendola alla lontana, anni 2002-2004, per non farsi pungere. Sono riflessioni da habituée, apparentemente indifferente, ma a leggerle bene, attentissima alla materia, precisa nel cogliere il dettaglio, nell’assegnargli un volto, una bocca, in un bar affollato o in casa. Il panino è un piccolo specchio piazzato dove uno meno se lo aspetta, utile per vedere che si mangia e chi mangia o pensa di farlo... La rughetta è un flagello. E come tutti i flagelli arriva. Indesiderata, Subdola. Con aria familiare nelle insalate, addormentata nei panini dei bar, in incognito tra le spire dei fusilli, sfacciatamente sdraiata sulla pizza, ricciuta e petulante con la bresaola e mollemente indiscreta nel bagnetto della tagliata. 

L’invasione della rughetta in Sola come un gambo di sedano, Mondadori, 2001,p. 157.

Parliamo di Arturo. Non riesce a mangiare l’uva senza prima sbucciarla togliendo i semini. Per il prosciutto opera col bisturi asportando il grasso. Se per caso gli capita l’incombenza del panino, si va alle calende greche. I pezzettini che sbucano fuori dalla michetta si tolgono uno per uno sistemandoli nel punto dove manca: Ci va il tempo che ci va. Intanto alla moglie è venuta una faccia che non ha nulla da invidiare a una ciotola di Ciappi. E’ una natura morta che parla. 

Fissati con le fisse in La principessa sul pisello, Mondadori, 2002, p. 56. 

Ora parto io. Vado al mare  Alcune raccomandazioni per le gallinelle in partenza. Ricordatevi... I panini. Sempre nel domopak che è trasparente. Mai nella stagnola. Foderare i panini nella stagnola è un atto suicida. Tutte le volte vi toccherà fare le estrazioni del lotto, scartarli uno per uno per scovare quello alla lonza e carciofini che è sempre l’ultimo della serie. 

Hai provato il fidanzato flambé? in Col cavolo, Mondadori, 2004, p. 154.


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