Buono sano vegano... anche il panino?

23/02/2018
By Alberto Capatti
Buono sano vegano... anche il panino?

L’autrice confessa che ogni tanto si diverte “a chiedere a qualche 'non veg' la sua ricetta per preparare il tempeh, l’amaranto o  la wakame … e il suo sgomento è impagabile”. Cosa saranno mai? Piatti esotici, stregonerie? E la lettura di questo libro rivela che son semi di soia, pseudocereali ed alghe, ingredienti e non ricette. L’approccio globale dei veg è ben noto, ed è didattico e provocatorio ad un tempo, dovendo estendere il campo veg(etari)ano, per supplire a tutti i prodotti di origine animale, rigorosamente vietati, ed ampliare la nostra cultura gastronomica con la scoperta di nuovi sapori ripescati rispettivamente in Indonesia, in Perù e, per l’alga wakame, nei mari dell’Estremo Oriente. I nostri antenati vegetaliani con la elle, si accontentavano di un interdetto che pesava su prodotti e piatti della loro regione o dell’Italia tutta, ignorando le risorse che l’altro mondo avrebbe potuto offrire loro; oggi tutto va a rovescio e la rinuncia al cibo animale diventa un moltiplicatore di esperienze.

 Sempre? Ebbene sì. L’autrice ci accompagna al bar, cosa che le capita di rado, e ci invita a ricercare, a chiedere “panini con verdure e seitan grigliato, piadine con hummus di ceci e rucola, rustichelle con insalata e tempeh alla piastra…”. Giappone (seitan grigliato), Libano (hummus) e Estremo Oriente (tempeh).  In caso di risposta negativa, c’è sempre una soluzione: "una scelta furba è quella di avere sempre con sé della frutta secca (ricca di proteine e grassi di buona qualità) da utilizzare all’occorrenza: infilata nel panino (in milanese “pan e nus, mangià de spus”) o sgranocchiata da sola prima o dopo il pasto”. Desolante per alcuni, monotono per quanti dovranno  ripetere questo  invito milanese a nozze, lo spuntino pane + noci impone alla lunga la ricerca di altre soluzioni. Dopo il duplice consiglio vagamente esotico o rigidamente risparmioso, c’è una terza via nei bar che offrono tavola calda: "un primo in bianco o con le verdure; un’insalata di patate; un antipasto di verdure crude o cotte con fagioli e cipolle; una piadina rucola, spinaci e lenticchie”. Cominciamo a ritrovare la memoria dei cibi, e poi viene un dubbio: il panino si prestava però ad altri condimenti, salse e fritture, a diavolerie italiane come il pane e panelle.

Leggete veg, fà venir delle idee anche ai carnivori, e poi sbizzarritevi… in cucina il nonsense è fantasia, e se praticato con intelligenza, godimento. Fra due fette molto ci rimane da scoprire.

 

Michela De Petris, Buono Sano Vegano guida facile ai cibi e alla salute, Mondadori, 2015


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