In principio, il pane.

15/06/2018
By Anna e il Prof
In principio, il pane.

L’AntiCapatti

Mi preparo un panino e, al primo morso, avrò sotto gli occhi l’inizio delle "Maccheronee" di Teofilo Folengo: “Phantasia mihi plus quam phantastica venit … “ cui darò questo seguito “Historiam panini grassis cantare Camoenis”, cantare la storia del panino alle grasse Muse, in barba alle belle lettere e alla cultura gastronomica, perché quello che manca, oggi, è la facezia, l’umorismo. Finiamola di prenderci sul serio quando parliamo di food, di cibo, e ricominciamo da capo tagliando le lenticchie a julienne, e poi per stizza, esausti, stufi dagli stessi scherzi, tutti risaputi, finiremo per decidere di prendere un pezzo di pane, un coltello, e … Basta!

Anna

Caro professore, le nostre epistole sono interessanti ma non mi dispiacerebbe mettere ordine in questo così incredibilmente vasto e universale mondo del panino, che all'inizio mi era sembrato piuttosto piccolo e circoscritto, rispetto al mio lavoro di giornalista gastronomica che si occupa di tutto il contesto del cibo e delle bevande, e invece più ne parliamo e ne scriviamo più nascono interrogativi e curiosità.
Mettere ordine, come se fosse facile.

Si potrebbe cominciare con il pane, la sua storia, a partire dalla coltivazione dei cereali e dalle prime e primitive cotture. La comprensione dei fenomeni legati alla lievitazione.

Immagino sintetiche schede e mappe di orientamento settimanali. e poi passare alle diverse fogge di pane e arrivare alle tante o almeno le principali tipologie mondiali, e infine raccontare il pane italiano. Mettere ordine.

Dopo la certificazione del panino e i primi 500 di essi presenti in una moderna applicazione mi è venuto in mente quanto sarebbe bello certificare in parallelo le panetterie artigianali italiane, perché dove ci sono i panini c'è il pane.

O forse non è proprio così? Può esistere un panino senza pane?


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