Pane, burro e zucchero

07/03/2019
By Redazione
Pane, burro e zucchero

Anna Prandoni, giornalista e scrittrice, si occupa da oltre quindici anni di enogastronomia, con particolare attenzione alla storia dell’alimentazione e alla sua influenza sulla cultura e sulla società italiane.

 

1. La prima cosa che ti viene in mente quando pensi al "panino"?

Il venerdì sera, il primo sorso di birra dopo una settimana impegnativa e un morso goloso e liberatorio al mio panino del cuore, nella mia paninoteca vicino a casa. Se ci sono gli amici e pianifichiamo il fine settimana, ancora meglio. 

2. Il primo panino che hai mangiato?

Ho ricordi vaghi del primo panino, ma di sicuro quello che ha caratterizzato la mia infanzia è la michetta con il prosciutto cotto affettato al momento dal signor Mainini, il salumiere di famiglia. 

3. L'ultimo che hai mangiato?

A San Valentino ho mangiato un panino speck, brie e salsa rosa, in un locale che ricordava gli anni 70, nei quali era rimasto. Cosa non si fa per amore!!!

4. Quale panino non mangeresti mai?

Cito altri prima di me: un panino cattivo. In generale, occupandomi di cibo per lavoro, sono piuttosto selettiva nella selezione dei luoghi da frequentare. E poi, devo dire che negli ultimi anni è sempre più difficile trovare panini cattivi! Sarà merito di Accademia? 

5. Il panino italiano è diverso dagli altri? Perché?

Perché è inclusivo, affettivo, universale, semplice, efficace, evocativo. E come dice sempre il nostro amico chef Fabio Zago ha le cinque caratteristiche per essere il piatto perfetto. È sano, buono, bello, economico e facile da consumare. Meglio di così...!

6. Una ricetta per un panino ambasciatore del made in Italy?

Me lo immagino bello cicciotto, ben riempito, con una sua eleganza nella presentazione ma tanta sostanza all'interno. Mi immagino che sia gustato su una tavola imbandita, con tante persone che lo addentano... ovviamente parlando di tutto ciò che c'è all'interno. 

7. Come immagini il panino tra 20 anni?

Il panino è perfetto così com'è: spero proprio che rimanga immutabile nella sua sostanza. Il panino del futuro spero sia solo più universale, più condiviso, sia dal punto di vista gastronomico che dal punto di vista culturale.

8. Se fossi un panino, che panino saresti?

Pane, burro e zucchero. Un panino antico e gentile, elegante e un po' piacione. Ma senza eccessi e senza asperità. Dolcissimo, come il pensiero della mamma che te lo prepara per merenda. Un panino del ricordo, che evoca quella memoria del gusto e accende subito le endorfine della felicità. Mi sopravvaluto? ;-)