Le otto risposte del Professor Capatti

04/02/2019
By Redazione
Le otto risposte del Professor Capatti

Non ha bisogno di presentazioni il nostro Direttore Editoriale, il professor Capatti. Ecco le sue risposte alle nostre otto domande.

 

1. La prima cosa che ti viene in mente quando pensi al "panino"?

Penso allo scaffale in cui ho posto i miei libri sul panino. Un libro sono cento panini, in due pagine ce n’è uno, con un nome ed un gusto diverso, tutto da scoprire o da inventare.

2. Il primo panino che hai mangiato?

Il primissimo non so, doveva essere tre o quattro anni dopo la fine della guerra e non ricordo. Ma il vero primo è stato quando ho cominciato a venire in via Pompeo Leoni, e collaborare alla mostra degli Origoni, e parlare del traidue (che Sadler non aveva ancora creato) e degustare un “tartufo” senza tartufo, con olio di tartufo.

3. L'ultimo che hai mangiato?

In via Pompeo Leoni, giovedì 10 gennaio 2019, il “traidue“ che ho stretto troppo tra le dita, sbrodolandomi.

4. Quale panino non mangeresti mai?

Essendo diabetico, un pane dolce, con burro e marmellata

5. Il panino italiano è diverso dagli altri? Perché?

La domanda è sciocca, non merita risposta.

6. Una ricetta per un panino ambasciatore del made in Italy?

Pan è salam. Michetta e salame di Milano. Amo gli ambasciatori vestiti alla buona, pantaloni da casa senza riga e camicia a quadretti.

7. Come immagini il panino tra 20 anni?

Naturalmente tradizionale.

8. Se fossi un panino, che panino saresti?

Due fette di pane e una biro in mezzo. Immangiabile!