Quando il panino incontra il caffè

03/09/2018
By Sara Peirone
Quando il panino incontra il caffè

Così come si sceglie tra una “rosetta con il prosciutto secondo tradizione italiana e il classico tramezzino inventato da Mulassano nel 1926” oppure si prediliga un panino dolce rispetto alla versione salata, le pause italiche - e non solo -  sono accompagnate spesso da un buon caffè.

 Un caffè che, così come nella scelta della farcitura del panino ideale, può essere “corto, macchiato, normale, espresso, lungo, in tazza grande oppure piccola in ceramica o in vetro” sempre secondo i gusti degli avventori.

Il caffè è un compagno del panino nella parte finale della nostra pausa e la tazzina dall’alto della macchina espresso osserva e analizza i nostri consumi e il modo di fare le nostre pause.

Pause che cambiano come i nostri ritmi, se negli anni Ottanta e Novanta erano “Fast” oggi fortunatamente sono “Slow” e “Gourmet” e anche il tempo per un caffè assume ritmi nuovi e più rilassati. Così anche in Italia si affiancano al consumo del tradizionale espresso nuove modalità di estrazione per la bevanda più amata dagli Italiani.

Alcuni esempi? Le cosiddette “Slow Preparation” molto amate dai Millennials che prediligono preparazioni filtro, come la Chemex, il V60, il Syphon, la French Press o il Cold Brew gustandosi origini di caffè di terre colombiane e brasiliane 100% arabica dalle note prevalentemente dolci che affiancano le tradizionali preparazioni regionali italiane come lo Shakerato e il Salentino, caffè espresso con aggiunta di ghiaccio e latte di mandorla.

Così con queste nuove modalità di preparazione si possono accompagnare al meglio le scelte dei nostri panini gourmet che ci accompagnano tra una pausa e un pranzo che sia di lavoro o di piacere, tenendo conto che comunque in Italia la “Tazzina di caffè” è ancora la regina incontrastata dei nostri momenti al Bar e che ogni giorno nei 149mila bar presenti in ogni regione della nostra penisola ne vengono servite in media 175 per ogni esercizio commerciale.

Numeri che rappresentano il 32,5% di fatturato di un bar di medie dimensioni.