Voglia di panino fra 3, 2, 1

07/11/2018
By Letizia Bugini

Il panino è geniale, sapete perché?

Prima di tutto è facile da mangiare e soprattutto da capire. È Italia in tutte le sue connotazioni e stimola la creatività di chiunque si cimenti nel prepararlo. Racchiude tradizione e territorio (in due pezzi di pane), rendendo il panino Italian Style tutta un’altra storia rispetto al classico sandwich.

Se pensate a un panino, sinceramente, quanti ve ne vengono in mente? Al di là del pane, elemento fondamentale, sono proprio gli ingredienti al suo interno a renderlo speciale.

Quanti luoghi, quante persone, quanti profumi e quanti sapori. Quanti salumieri, pescatori, contadine e panettieri. Quanta fragranza, morbidezza, croccantezza e sofficità. Quanta semplicità ed eleganza, minuziosità e abbondanza.

Un panino è un contenitore e, in quanto tale, può evocare ricordi d’infanzia, ricordarvi una persona con cui avete condiviso una risata, uno scherzo o una semplice serata. Pensate al panino preferito di vostra madre, padre, migliore amico o fidanzata. Può contenere pochi e semplici ingredienti ma regalarvi il lusso di rivivere attimi della vostra vita rimasti immagazzinati a lungo nella vostra mente. Erano lì, nascosti, pazienti e in attesa solo di un profumo, un suono o un sapore pronti a riaffiorare, deliziandovi e solleticandovi la memoria e le papille gustative.

La sua unicità può dipendere da pochi ingredienti. Sì, pochi ma buoni: pane di segale rotondo appena sfornato, bresaola leggermente stagionata di un macellaio Valtellinese e funghetti sott'olio raccolti con amore all’alba fredda nei boschi di montagna, con un bicchiere di Sassella servito nei calici tozzi tipici delle osterie.

Per non parlare di pomodori secchi pieni di olio pugliese più astringente di un Nebbiolo, fresche alici di Cetara e pangrattato. Prendete due pezzi di pane non troppo spessi… Et voilà, ben di Dio!

Viaggiate ancora con i vostri sensi e pensate ora a una battuta di Fassona a coltello (quella che intende Sergio Capaldo), condita con un filo d’olio e un pizzico di sale e aggiungete un po’ di verdurine sott’aceto. Prendete ora due pezzi di pane, questa volta, però, dello spessore che volete: che goduria!

Panino freddo o panino caldo, scegliete voi. Si sa, quando si ha tanta fame lo si addenta senza nemmeno scaldarlo, ma bisogna riconoscere che alcuni ingredienti, come la fontina, se scaldati per qualche secondo fanno provare vere emozioni.

La gastronomia italiana è così tanto forte che è in grado di riutilizzare tutti i sapori e unire tradizione a novità, arrivando fino alla contaminazione: potrebbe essere il caso di un ottimo bagel di tradizione polacco-ebraica, lievemente croccante fuori, soffice e tiepido dentro, che incontra il tonno rosso delle coste Mediterranee (sarebbe ottimo quello di Favignana, se la tonnara fosse ancora in funzione), burroso e rosso Magenta, che si sposa con una leggera insalata ghiaccio, candida e fresca come il nome che la contraddistingue e dei capperi di Pantelleria che aggiungono una nota salata e rock al famoso panino col buco.

Facile gustarlo su una panchina vista mare e una birra fresca, no?


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