Vanitas: pane e musica

28/09/2018
By Fabio Zago
Vanitas: pane e musica

Un fenomeno di grande rilievo fu il definirsi del tema della vanitas. 

Nella storia della pittura già nell'antichità, ma con più forza e notevole produzione nel barocco, era in uso il raffigurare gli oggetti con un valore allegorico e morale.

La morte era un tema ricorrente e presente nella vita quotidiana, assieme alla convinzione che l'uomo non sapesse fare un buon uso della bellezza del mondo e del tempo che Dio gli aveva messo a disposizione.

"L'uomo non si rende conto di quanto breve ed effimera sia la sua vita”.

Le vanitas lo rammentano.

Troviamo rappresentazioni di natura morta in cui compaiono teschi, fiori appassiti, frutti bacati, cose decadenti e impolverate: si tratta di oggetti allegorici, simboli del "memento mori". Sono tutti moniti che ricordano all'uomo quanto la bellezza sia effimera e passeggera, e la vita non sia eterna.

Il genere ebbe una vasta diffusione in Olanda e nei paesi nordeuropei, mentre in misura minore lo si trova in Francia, Spagna e Italia. 

Nel 1882 l'artista austriaco Math Bauer dipinge questo Pane e musica o, per meglio dire, Piacevole natura morta con strumenti musicali.

Non di solo pane vive l’uomo, ma anche di musica!


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