U panino ca sasizza

27/11/2018
By Letizia Bugini
U panino ca sasizza

Non è un semplice panino, diciamocelo. Tralasciando l’incredibile senso di pienezza che scatena, è chino di contenuti (all’interno dell’articolo, invece degli inglesismi, troverete dei calabresismi, non vi preoccupate).

Conosciamo Paoletta, una Reggina trasferita a Milano: a casa sua si mangia calabrese, si beve calabrese, si respira calabrese e si paga calabrese. È un Home restaurant nel centro di Milano, con una favolosa terrazza che per un attimo ci fa dimenticare che mancano il mare e la ‘nduja. 

Ma torniamo al panino con la salsiccia: Paoletta e Pippo (suo marito) ci svelano i trucchi dell’autentico panino ca sasizza. Per cominciare, deve essere tutto calabrese, oltre che per una questione di gusti, non si vuole tradire l’autenticità. Pane, salsiccia, pipi e patate, olio solo ed esclusivamente calabresi.

Ma come fa Paoletta, che vive a Milano, ad avere tutto “diggiù”? Il segreto è il fratello, che carica la mattina un autobus che parte da Reggio Calabria e arriva preciso preciso a Lampugnano: “Ho avuto tutta l’estate pesce spada fresco di Bagnara Calabra” ci racconta Paoletta.

La salsiccia è di maiale ed è condita con un po’ di finocchietto selvatico di Aspromonte, pepe nero o peperoncino. Si arrostisce sulla griglia e vi garantiamo che ha un profumo autenticamente calabrese.

Ovviamente non è sola, insieme a lei c’è il peperone verde e sua moglie, la patata (per gli amici Pipi e Patate). Per ultimo, il pane a cucchia: due panini accoppiati con farina integrale e segale che lo rendono morbido. Quando lo addentate la prima cosa che sentite è certamente il pane ma la seconda è il vostro palato che ringrazia.

Questo panino, oltre a essere ricco di sapori, è anche un contenitore di tradizione. Sicuramente nella provincia di Cosenza, di Crotone, di Catanzaro o di Vibo Valentia avranno mille altre ricette, oli, salsicce, tipi di cottura. Ma il panino con la salsiccia simboleggia uno dei momenti più importanti per la citta di Reggio Calabria, la festa della Madonna della Consolazione. Da ogni parte del mondo si ricongiungono calabresi nostalgici e amanti della loro terra e, conclusa la cerimonia religiosa, si da il via ai festeggiamenti civili e si arrostisce per le strade salsiccia per riempire panini variopinti, con pipi e patate, caponata e cipolle crude.

I più coraggiosi nel pane ci mettono le Frittole, i resti del maiale cotti nel suo grasso.

E questa sapienza tutta regionale lo rende il panino più buono del mondo. In Calabria, e a Milano.

 

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