Il Panino di Riva del Garda

10/04/2018
By Laura Rizzato
Il Panino di Riva del Garda

La storia di Panem è la metafora del viaggio

A dir la verità, tutto è cominciato proprio con un viaggio, quando Nicola Vitale e Carmine Mandico si incontrano durante il loro soggiorno scozzese per migliorare la lingua inglese. Poi però i loro percorsi professionali – uno lavora nella comunicazione, l’altro è maître - li allontanano, ma a loro insaputa solo per alcuni anni. Un bel giorno infatti Carmine si ritrova in Sicilia e coglie l’opportunità di cercare a Catania il vecchio amico, e riprendono così i rapporti. 

Nel frattempo Luigi Mandico, fratello di Carmine, è già un giovanissimo cuoco giramondo, sempre alla ricerca di grandi maestri stellati da cui imparare, pronto a lavorare sodo nelle loro cucine… fino a che, per strane coincidenze, si riunisce con il fratello trovandosi a lavorare a San Cassiano sotto lo stesso “tetto”: il St. Hubertus, guidato dal noto chef Norbert Niederkofler

Ma il “viaggio” continua, e si intreccia con questi anche un altro rapporto di amicizia, quella con Stefano Finocchiaro, un ingegnere “anomalo” appassionato di storie e di cibo.

Passano gli anni e i fratelli Mandico, ormai innamorati del Trentino decidono di aprire insieme il Ristorate (e B&B) “Antiche Mura”, a Riva del Garda: uno chef e l’altro maître, danno forma a un piccolo gioiello di gusto e ospitalità nel centro cittadino, in cui fanno sentire gli ospiti coccolati come a casa propria, a due passi dal lago. 

…E non si sa bene se galeotto fu il lago o Antiche Mura, ad ogni modo anche Nicola, un giorno, in visita agli amici rimane conquistato dalla bellezza di Riva del Garda: così tra una chiacchiera e un bicchiere di vino, i tre amici si immaginano, per scherzo, di fare qualcosa insieme. 

Da una parola, allo scherzo; dallo scherzo, un sogno. E poi oggi una realtà: che si chiama Panem.

E cosa poteva essere, Panem, se non un viaggio molto speciale che percorre tutta l’Italia unendo Riva del Garda a Sicilia e non solo, e un viaggio che intreccia tante storie, di questi amici con tante altre? 

È così che Nicola, Carmine, Luigi e Stefano, diventati soci insieme al fratello di Nicola, decidono di raccontare con un format semplice e insieme affascinante questo gomitolo di avventure, trovando la sintesi nel PANINO

Anzi, i panini in menù sono 20, uno per regione d’Italia; il Siciliano, ad esempio, prevede ricotta infornata, salame di Suino Nero dei Nebrodi, crema di melanzane fritte, pomodoro fresco di Pachino e pesto di Pistacchio di Bronte, invece il Campano ha la provola di bufala, Salame Napoli, friarielli sott’olio, pomodori del Piennolo e pinoli. Ogni panino ha accanto il chilometraggio che indica la distanza di provenienza degli ingredienti: Siciliano 1470 km, Campano 770 km. A ciascun panino, poi, vengono abbinati 2 vini – un rosso e un bianco – sempre regionali: una prelibatezza curata, etichetta per etichetta, da Proposta Vini.

“Con lo sguardo rivolto al futuro, ma nel costante rispetto di tutte le tradizioni” il panino si fa contenitore di passione e ricerca: questa è la missione di Panem, e con quest’idea è stata inaugurata lo scorso 7 aprile l’apertura del locale rinnovato, più ampio e curato nel dettaglio. 

Ma la novità non è solo di design, ma anche di prodotto: il pane e i dolci, ora, sono produzioni proprie ricettate da due panificatori provenienti dall’Alma.

È stato un evento coinvolgente con il calore ospitale mediterraneo, che ha dato spazio la sentita partecipazione degli amici storici dei soci insieme ai rivani ormai fidelizzati e riconoscenti verso il progetto.

Anche l’Accademia del Panino Italiano era presente tra gli ospiti d’onore, a riconoscere la bontà di un progetto che rende concreti i valori di maestria, territorio e creatività nei quali si identifica il Panino Italiano. 

Alle 18:30, aperte le porte del nuovo locale, eccoli! Tutti diversi, tutti studiati con cura, tutti colorati: tanti panini da degustare, un vero spettacolo per il palato e i gusti di ciascuno. 

Non solo: c’erano anche tanti prodotti da conoscere attraverso una chiacchierata con i produttori che li fanno nascere e crescere; alle 21:00 si è aggiunta la musica “regionale”, altri assaggi e molto ancora. 

Un clima di festa, insomma, per dare inizio a una storia ancora da scrivere, a un altro viaggio ancora da percorrere.