Il made in Italy è un valore

11/09/2017
By Laura Rizzato

“È bene (…) che il prodotto simbolo della dieta mediterranea resti saldamente in mani italiane per rafforzare il sistema di filiera made in Italy”.

È del pomodoro che parla Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto.

Infatti, ad oggi, in Italia l’obbligo di etichettatura di provenienza in vigore riguarda solo le passate, ma non polpe, pelati, sughi e concentrati, che solo nel 2016 l’Italia ha importati dalla Cina per un totale di 91 milioni di chili. Sono cifre non indifferenti, con cui il Ministro dell’agricoltura Martina ha necessariamente fatto i conti.

Il risultato positivo che si è ottenuto è che - come per latte, pasta e riso - sarà presto d’obbligo anche l’indicazione dell’origine delle materie prime per i derivati del pomodoro. In questo modo chi utilizzerà pomodori dell’Est potrà farlo, ma dovrà dichiararlo esplicitamente nell’etichetta applicata al prodotto.

È indubbiamente un bel traguardo: certo il lavoro da fare sarà ancora lungo, ma si è già di un bel passo più vicini alla meta.

L’Accademia del Panino Italiano, da parte sua, è in perfetta sintonia con questa linea: valorizzare, tutelare e certificare il panino italiano è un modo di chiarire e divulgare il made in Italy.

Per cui che il pomodoro sia italiano, è importante per noi: crediamo che il nostro caro Panino, se fatto secondo una ricetta tutta italiana, abbia davvero un quid in più, che chiunque può riconoscere e apprezzare.

Perché la differenza c’è, e si sente.


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