2019: il panino che vorrei

01/01/2019
By Redazione
2019: il panino che vorrei

Abbiamo chiesto alla redazione di raccontarci le loro visioni per il panino 2019. Ecco il nostro ‘panino che vorrei’…!

 

Per il 2019 vorrei più ricette di panini dolci: ricette non banali né impossibili, ma qualcosa che si possa replicare a casa per stupire a colazione o a fine pasto amici e parenti.
Per il 2019 non vorrei che il classico panino italiano verde-bianco-rosso fosse per forza insalata-mozzarella-pomodoro.

(Laura Rizzato)

 

Per il 2019 vorrei un cuscino a forma di panino, un pane d’Altamura in formato maxi con la morbidezza di un panino al latte. Potrebbe andare bene anche una michetta con tanto di “bottone” imbottito, ma colorata e ‘puntinata’ come uno di quei pani al sesamo e tondi e bellissimi.
Non vorrei più sottaceti grondanti d’olio che fanno perdere croccantezza al pane. Con il buon proposito che ‘in media stat virtus’, pure in fatto di farcitura. 

(Denise Frigerio)

 

Nel 2019 vorrei nove panini senza pane, senza burro, senza formaggio, senza salumi, senza carne, senza pesce, senza maionese, senza verdura e senza ostriche. Un panino di mollica e torrone di Cremona sarebbe gradito.

(Alberto Capatti)

 

Per il 2019 vorrei che il panino diventasse il nuovo simbolo del mangiare lento.
Per il 2019 non vorrei più vedere panini col pane colorato di verde, rosa, nero e altri colori che mi creano turbamento profondo.

 (Ludovica Amat)

 

Vorrei il panino di friccole  e gnaccole che ci mangiavamo mordendo l’aria e gonfiando le guance come marmotte, mio papà ed io quando ancora usavo la formula “facciamo che eravamo nel mondo di Scemo?”. Qui un’anticipazione, ne saprete di più di Scemo e sua moglie Cretina nella stagione 2019...

(Olga Orlandi) 

 

Per il 2019 vorrei che il panino rappresentasse il godimento puro.
Vorrei panini abbinati in modo stravagante ma estremamente naturale: panino e whisky, panino e caffè, panino e grappa, panino e vino, panino e birra, panino e cioccolata, panino e limonata, panino e gin tonic.

(Letizia Bugini)

 

Per il 2019 vorrei un panino mordi mordi che mai si consuma, come la caramella succhia succhia di Willy Wonka.
Per il 2019 non vorrei più panini che restano nelle vetrinette per ore, ad ammollarsi e a scurirsi, per poi essere buttati via a fine giornata.

(Daniela Guaiti)

 

Per il 2019 vorrei un panino dolce e fragrante realizzato con burro e marmellata di qualità che proustianamente riporti ai ricordi delle merende dell’infanzia, ma in una chiave più moderna magari assaporandolo in un bar bellissimo e accogliente con accanto un ottimo caffè filtro.
Per il 2019 il panino che non vorrei è quello “triste triste” che ti guarda da un vetro un po’ appannato mentre fa capolino dalla pellicola trasparente che lo avvolge dalla notte dei tempi.

(Sara Peirone) 

 

Per il 2019 vorrei più panini di pesce: col polpo, col tonno, col totano, con i gamberi, col salmone… l’affettato e i formaggi vanno bene, ma perché limitarsi a quelli?
Per il 2019 non vorrei più panini col brie: copre tutti gli altri sapori, se è scadente – come spesso accade – ti regala un’acidità di stomaco che tanti auguri e in più uccide l’alito. Possibile che, con tutti i formaggi buonissimi che esistono, si finisca sempre e solo per utilizzare il brie?

(Marianna Tognini) 

 

Per il 2019 vorrei più panini al ristorante. E più panini fatti con un pane buono davvero, che sia impastato con maestria e attenzione, che sia freschissimo, tagliato al momento e preparato con farine e ingredienti sempre nuovi e diversi. E vorrei trovare sempre più panini ‘semplici’, nei quali non sia l’abbinamento il vero protagonista, ma un ingrediente principe, che sia esaltato al massimo dalle due fette di pane che lo contengono. In fondo, sono sempre quella bimba che andava dal salumiere e si faceva preparare una michetta con il prosciutto cotto appena affettato. La merenda che più di ogni altra mi faceva sorridere di felicità gastronomica. Ok, anche il panino con il cioccolato. Ma anche in quel caso, vinceva il binomio. 

(Anna Prandoni)