Il pesce nella michetta

07/07/2017
By Anna Prandoni

Riccardo fino a sette anni fa faceva l’ingegnere. Poi la passione ha prevalso sulla ragione, e oggi Riccardo si sveglia all’alba, va al mercato del pesce (‘Un posto divertentissimo, che consiglio di visitare!’) e poi entra col sorriso sulle labbra nel suo secondo locale, il neonato The FisherMan di via Varese a Milano.

Da sette anni fa ad oggi, certo, non è semplicemente successo un miracolo: Riccardo ha studiato, ha frequentato corsi per alimentaristi per avere la certificazione, ha fatto alcune stagioni per mettersi alla prova in tante cucine per non farsi cogliere impreparato. E poi è venuto il momento del primo ristorante, tutto carnivoro, e addirittura del secondo, al contrario tutto pesce.

Poi, un anno fa, il desiderio di ripensare tutto, perché il mondo della ristorazione era in grande fermento e il bisogno di rendere tutto più snello si faceva sempre più pressante.

Dal pensiero all’azione, ecco che Riccardo vende il locale di pesce e fa nascere The FisherMan, un bistrot che ha alla base panini di pesce, tartare e carpacci: materia prima eccellente e freschissima, proposta facile e invitante, ma soprattutto imprinting tutto milanese. Dalla michetta De. Co. scelta come contenitore del pane, ai nomi dei panini che prendono spunto dai luoghi più identificativi della città, al mercato del pesce locale (uno dei migliori di’Italia!), alla birra del birrificio Milano come accompagnamento ai piatti.

Il resto l’ha fatto il locale: minimal quel tanto che basta per farlo piacere agli hipster, caldo quel giusto che evita di farti sentire in un posto anonimo. Un luogo ospitale, invitante, e pulito sia negli arredi che nella proposta. E poi, tocco ecologico non da poco: tutto il servizio viene fatto con stoviglie e posate compostabili, perché anche la sostenibilità qui è di casa.

Ma dopo questi sette anni, l’ingegnere che è in lui avrà avuto qualche ripensamento? ‘No! Nessuno! Orari impossibili, fatica fisica, un sacco di responsabilità, week end che non esistono, famiglia sacrificata: ma sono ancora contento di aver fatto questa scelta. Questo per me non è lavoro, è ancora la mia passione. Non potrei farne a meno!’.

Il panino che ci ha dedicato è uno di must, e dopo averlo assaggiato abbiamo capito perché.

 

Tortona

Par prima cosa, in un pestello, pestare foglie di menta, zucchero di canna e limone. Unire poco Rum e un bicchiere di acqua gasata. Mescolare.

Tritare a mano un trancio di tonno freschissimo.

Marinare la tartare per pochi minuti nel mojito, aggiungendo sale e pepe. 

Affettare una mozzarella di bufala e coprirla con i semi di papavero.

Tagliare a metà la michetta, porre sulla parte inferiore una foglia di lattuga, la tartare, la mozzarella e richiudere il panino. 

 

http://thefisherman.it/

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