Il panino e la birra: un grande classico

27/07/2017
By Roberto Magro

Evoluzione del gusto, diversificazione del mercato o semplicemente vero e proprio boom del mondo della birra, artigianale ma non solo, portano ormai a parlare con disinvoltura di beer pairing e non solo di wine pairing. Pur essendo una bevanda a tutto pasto, oltre che da sempre utilizzata anche in alcune ricette, il binomio panino-birra rimane però imprescindibile nell'immaginario collettivo. Oggi questo binomio può venire declinato in maniera più attenta a sfumature di gusto, aromi e sentori.

Pane e birra storicamente contigui, prodotti figli di una fermentazione e con ingredienti comuni. In un passato remoto la birra veniva considerata come una sorta di pane liquido, per dire della prossimità.

Il Birrificio Angelo Poretti è da sempre attento a diversificare le proprie birre quanto a ricette: 4, 5, 7, 8 e persino una ricetta con 10 luppoli, sempre con un luppolo dominante.

Con l'approssimarsi dell'estate l'occasione è favorevole per la presentazione della nuova birra stagionale estiva, la 7 luppoli esotica.

Circondato da un bio parco naturale e costruito nello stile Art Nouveau tedesco, il Birrificio Angelo Poretti sorge in un contesto notevole. L'assaggio della nuova birra avviene all'interno della suggestiva Villa Magnani, 1905 pieno Liberty, architetto Stacchini, lo stesso della Stazione Centrale di Milano.

Qui Flavio Boero, massimo esperto di birra, ci mostra innanzitutto una breve lezione di spillatura: bicchiere bagnato, l'acqua, al contrario di quanto avviene col vino, è amica della birra. Bicchiere leggermente inclinato all'inizio della spillatura, salvo raddrizzarsi poi per consentire la formazione di un'opportuna schiuma protettiva.

La 7 luppoli esotica è fresca, ha una bassa gradazione di 4,8% ed è leggermente ambrata in quanto non filtrata.

La ricetta oltre a 7 luppoli prevede due ingredienti peculiari: l'utilizzo di un lievito che consuma molto gli zuccheri e dona una particolare nota speziata. Il mango, altro ingrediente fondamentale, che dona freschezza esotica alla birra e viene aggiunto fin dall'inizio, gli zuccheri del frutto subiscono quindi la fermentazione e quel che rimane è solo profumo di mango. D'altronde, sottolinea Boero, si tratta pur sempre di birra e di birra deve avere sapore. Il frutto contribuisce a fornire corpo ad una birra leggermente luppolata e dalla facile bevibilità.

Ma veniamo agli abbinamenti: a noi è stata proposta con un'intensa ricotta di capra con sopra una composta di mango leggermente speziata, evidente richiamo alla ricetta della birra stessa. Elementi che starebbero bene anche in un panino. Abbinamenti con salumi potrebbero essere arditi, vista la freschezza della bevanda, al limite un prosciutto crudo non particolarmente stagionato, oppure, perché no? un carpaccio di tonno. In genere è comunque consigliabile affiancarla a formaggi freschi e a pasta filata, oltre che a frutta, esotica in primis.